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07/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /3


Siamo sempre nella zona dell'università, e una serie di quelli che sono visibilmente dei rampolli della Pisa-bene devono aver appena sostenuti esami di laurea. Accompagnati a donne (mamme?, sorelle?, amanti dei padri?) opulentemente appariscenti in tailleur, tacchi a spillo, gioielli d'oro e messe in piega perfette a incorniciate visi al botulino, escono dall'ennesimo palazzo della facoltà suddetta e si incamminano nella mia medesima direzione.

La sottoscritta si prende tempo per mantenere le distanze e poter continuare in pace a perdersi tra suoni, particolari visivi e odori – e nota una piccola scritta che si ripete qui e là sul muro come fosse il decoro d'una tappezzeria: “Fuck Austerity” recita, con tanto di stella e saetta dell'autogestione. Un messaggio che nella mia vita ho superato credo intorno al 12 anni. Sorrido e vado oltre.

05/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /2


Il caldarrostaio sta allestendo il banco: ha appena acceso il fuoco e comincia a versare le castagne, appendendo parimenti i sacchetti per le diverse porzioni e verificando mescoli e palette per rigirarle e raccoglierle. E' un giovane nordafricano, magro e sorridente – e mi dà da pensare il fatto che svolga una professione così 'antica' anche per noi italiani, e senza dubbio distante e inedita, come pensiero, da ciò che poteva essersi immaginato come proprio lavoro futuro prima di emigrare.

D'altronde – al di là della precarietà che qualsiasi attività imprenditoriale reca in sé e ammettendo che si tratti, in questo caso e per questo giovane, di 'libera' professione – è un lavoro regolare e vero, in più con una tradizione anche romantica e un immaginario specifico in Europa: “Come si sentirà (oltre che accaldato) un nordafricano nello svolgerla?” - mi chiedo. Una domanda che credo risenta del ricordo della descrizione dell'emozione nel vedere per la prima volta in vita sua la neve da parte di una mia studentessa marocchina, quando a 18 anni la sua famiglia si ricongiunse col padre emigrato nelle Alpi piemontesi ed ella abbandonò la cittadina natale sempre calda nel sud del suo paese per entrare in Italia in concomitanza con uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni nel nostro Paese.

02/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /1


Primo segnale positivo: Pisa ha il deposito bagagli in stazione – ergo posso girare tranquilla per le 4 ore che mi separano dal treno per Pontedera dove incontrerò la mia amica. L'addetto, un uomo sulla cinquantina magro e barbuto, è visibilmente scazzato dai clienti che lo distraggono dalla visione dei talk show pomeridiani oggi concentrati sulla notizia della morte di Gheddafi, ma riesce ancora ad avere una parola gentile e di riguardo alla sottoscritta, abbozzando quasi un sorriso mentre si sbriga la pratica. Poi sarò libera di girovagare per Pisa.

Fuori dalla stazione ci dovrebbe essere un ufficio informazioni turistiche eppure non lo trovo. Vorrei una mappa per fare mente locale su dove si sviluppi la città rispetto alla stazione, e cosa ci sia da vedere al di là della tripletta, per cui la città è famosa, di battistero+duomo+torre. E magari capire pure dove si trovi questa. Una palina nel piazzale antistante l'atrio rende comunque già abbastanza l'idea: tutto dritto per un po' e poi a sinistra, e tanto mi basta per infischiarmene di cercare mappe e uffici turistici e decidere che posso anche perdermi serenamente girovagando a caso. Insomma: è Pisa, ha mica l'estensione di Greater London!

16/11/11

Sonor, di Levin Peter - Sul paesaggio sonoro di udenti e non udenti


Sonor (2011), di Levin Peter, è il resoconto, attraverso una serie di 'quadri'/situazioni, dell'incontro tra un musicista e una ballerina non udente dalla nascita, e della loro esplorazione congiunta dell'ambiente sonoro così come percepito da udenti e da non udenti (perché c'è, non è silenzio) col fine di tentare poi la restituzione delle loro scoperte in forma verbale e visiva attraverso il film.
Poco alla volta la loro relazione si sviluppa come un'improvvisazione musicale, dove l'ambiente sembra rivelare una partitura di onde e vibrazioni cui abitualmente - noi normodotati - non prestiamo attenzione. Il tutto trattato con un sensuale bianco e nero, con il tempo lento della scoperta e della comprensione reciproca dei protagonisti, e melodie solo apparentemente dissonanti.

27/10/11

Norman McLaren: Neighbours (1952)

Norman McLaren (1914–1987) è stato un regista canadese di film d'animazione, nel realizzare i quali ha utilizzato tecniche diverse - dal disegno animato, alla pixillation (l'inserimento di attori veri in sequenze animate), all' animazione ottenuta con la carta ritagliata, alla stop-motion, all'elaborazione dei suoni mediante intervento diretto sulla banda sonora.

Il suo lavoro più famoso è il cortometraggio Neighbours (1952), in cui sperimenta una nuova tecnica: l'animazione di vere persone. Il film mostra due uomini seduti tranquillamente nei giardini delle loro case quando un fiore sboccia sul confine tra le loro proprietà. Nella lotta che ne consegue, il fiore è distrutto e gli uomini sono uccisi.

24/10/11

Dithyrambalina

Ho già parlato di Swoon, un'artista che mi piace molto sia per motivazioni, che per concept, materiali e prassi con i quali realizza le proprie opere. Dopo alcuni anni passati a girare con vascelli pirata, l'artista newyorkese è ora a New Orleans, dove sta realizzando il suo nuovo progetto per la comunità: Dithyrambalina.
Dithyrambalina è una casa in corso di costruzione la cui architettura riprende le forme dei cottage di Bywater, quartiere creolo di New Orleans ancora pieno di casette ed edifici abbandonati (dopo la devastazione di Katrina).









21/10/11

Il Museo delle Fognature di Parigi

Il Musée des Egouts de Paris (Museo delle Fognature di Parigi) è un luogo cinematografico ma anche di magia e leggende. Il sistema fognario parigino consiste in una rete di circa 2.300 km il cui accesso al Museo relativo è un tobino nel Settimo Arrondissement, vicino al Pont de L’Alma, di fronte al 93 Quai d’Orsay. Da qui si snodano i circa 500 metri di galleria adibiti a spazio espositivo con panelli e percorso turistico che racconta l’evoluzione del sistema sognario parigino



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