mappe|luoghi|comunità|memoria|identità
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
15/02/14
03/01/14
Cage of silence
Il 19 giugno a Milano si è svolta una Deriva Psicogeografica - "Passaggio a Nord-Est. Psicogeografia a Milano" - organizzata da Passeggiate d'Autore, inserita nel programma di Festival Letteratura Milano. A dirigere le operazioni esplorative Dario Borso, partendo da via Cascia e raccontando la città vista grazie all'ausilio di Guy Debord e il metodo di ascolto dei suoni di John Cage. La nota, firmata da Lisa Topi, è il tentativo di raccontare l'esperienza fatta sull'asfalto. In fondo all'articolo il link al video di Giulia Ciniselli girato dalle parti di via Cascia.
P.M.
P.M.
La nostra deriva psicogeografica ha inizio in via Cascia 6, nel nord est di Milano, dove gli spazi architettonici pur conservando i segni dell’abbandono industriale hanno assunto un’affascinante forma umana, di quiete imponente commista a un presagio di decadenza. Cominciamo senza Debord. O forse è proprio la deriva di Debord che stiamo portando alla deriva. Perché, se Debord ha teorizzato la necessità del lasciarsi andare nell’esplorazione urbana come pratica di riappropriazione dell’individualità, non ci ha spiegato sufficientemente a fondo in che modo.
L’idea è che attraverso la deriva l’uomo riesca a liberarsi dal giogo della vita quotidiana. E la possibilità della deriva gli permette di riconoscersi come essere distinto dall’animale che, per istinto, tende immancabilmente al ritorno. Ma come si procede concretamente? La prima operazione – un suggerimento ci arriva già da Herder e dall’illuminismo radicale – sta nell’osservare l’adattabilità umana all’ambiente, altra caratteristica che ci differenzia dall’animale ed è speculare alla nostra condizione di vuoto, carenza e desiderio di ricerca. Il passo successivo è prendere atto della capacità di dividere i sensi, origine del processo di decostruzione che consente all’uomo di raffinare la sua sensibilità estetica. Il fine della deriva, propone Dario Borso, non è lasciare che il paesaggio pervada tutti i nostri sensi, come voleva Debord, ma concentrarci solo sull’udito. Seguire l’insegnamento di John Cage, per cui il silenzio non esiste come assoluto ma solo come condizione del suono, e rivolgere l’attenzione ai rumori servendoci il meno possibile della vista. Si tratta di sperimentare simultaneamente ad altri quello
che, in principio, dovrebbe essere un esercizio solitario per cui è importante tentare di sottrarsi al rischio della deriva collettiva, trascurato da Debord, di lasciare che sia un elemento del gruppo a orientare il cammino degli altri. Altrimenti la deriva si trasformerebbe in un percorso guidato, in antitesi allo scopo di attraversare una geografia senza meta. Del resto come dimostra Bion, iniziatore della psicoanalisi di gruppo, un insieme di persone non è mai composto da sodali che interagiscono alla pari ma da esperienze frammentarie, singolarità e psiche irriducibili a un corpo unico. E dunque la deriva di gruppo può rivelarsi tutt’altro che pacifica!
Inevitabilmente ci si cerca, ci si scontra e ci si ricompone, avanzando rapidi o lentamente, finché ci si perde. E’ una “domenica a piedi” e a fare da sottofondo alla nostra deriva è lo sgretolio dell’asfalto sotto i passi, una vibrazione monocorde utile a non farsi ingabbiare dal flusso dei pensieri nell’obiettivo di focalizzarsi sull’istantaneo. Alla fine ci si ritrova a teste basse in via del Ricordo a portare, ognuno di noi, le tracce di un eco personale: delle grida, il canto di un gallo, lo schizzo delle ruote su una pozzanghera, la scia di un aereo prolungata in un om.
Andante presto, maestoso e grave morendo sono i tre movimenti che costituiscono il video di Dario Borso quattro minuti, trentatré secondi, frutto della sua deriva in omaggio alla composizione rivoluzionaria di John Cage.
Lisa Topi
Deriva in Via Cascia
16/01/12
Scrivere la città. Laboratorio sperimentale a Milano
Dove: Milano, Porpora n. 9 - Colpo d'occhioQuando: tutti i Mercoledì dall'1 Febbraio 2012 al 18 Aprile 2012 dalle ore 19,30 alle 21,30
Scrivere la città è un per-corso il cui obiettivo principale è quello di scoprire insieme le possibilità offerte dalla scrittura per "esplorare" se stessi in relazione con l'ambiente in cui viviamo. Il laboratorio, diretto dallo scrittore e giornalista Paolo Melissi, prevede una sezione tendenzialmente "teorica" (lavoro su scrittori, libri dedicati al tema) e una sezione più genuinamente operativa, con lavoro di osservazione/riflessione (prevista anche una passeggiata esplorativa), elaborazione di testi (un racconto) e confronto/lavoro sui risultati.
Il corso sarà anche arricchito dalla partecipazione di:
Deborah Pirrera, giornalista e membro delle Persone libro di Milano, che proporrà due incontri di approfondimento e studio, letterario; Barbara Caputo, antropologa, che si occuperà di "pratiche dell'abitare" per vivere meglio i propri luoghi; Cristina Balma-Tivola, antropologa, che proporrà un incontro-laboratorio dedicato alle "mappe cognitive".
Il costo complessivo è di 220,00€. E' però anche possibile seguire singoli incontri a scelta.
Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a pluriversi@gmail.com
CALENDARIO
1 febbraio: Introduzione al laboratorio - La città e la scrittura (Paolo Melissi)
8 febbario: Percorrere/Scrivere la città (Paolo Melissi)
15 febbraio: Gli scrittori della città I (Deborah Pirrera)
22 febbraio: Microfisica dello spazio (Barbara Caputo)
29 febbraio: Le mappe cognitive (Cristina Balma-Tivola)
7 marzo: Esploriamo il territorio: via Padova (Paolo Melissi)
14 marzo: Dalla strada alla carta (Paolo Melissi)
21 marzo: Gli scrittori della città II (Deborah Pirrera)
28 marzo: Le mappe sensoriali (Barbara Caputo)
4 aprile: "Costruiamo un racconto" (Paolo Melissi)
11 aprile: Lavoriamo sui racconti (Paolo Melissi)
18 aprile: Entriamo nei racconti - Conclusioni (Paolo Melissi)
Etichette:
città,
Etnografia dello spazio urbano,
luogo,
Milano,
narrativa,
scrittura,
spazio urbano
18/05/11
Un weekend in Via Padova a Milano: 21-22 maggio 2011
"Il parco Trotter e quello della Martesana, percorsi da mamme di ogni
nazionalità che portano a passeggio i bambini, i giocatori di cricket
bengalesi che si rifocillano di cartoccetti di fritture, i
latinoamericani che passano il fine settimana al parco, le persone che
ne fanno spazio di socialità di quartiere, gli anziani accompagnati
spesso dalle badanti, gli asili e le scuole dalle caleidoscopiche
provenienze nazionali. Tutto si ricompone in questo quartiere, che è
anche un quartiere dove la solidarietà e l’apertura hanno fatto tanto
per la coesione sociale e la qualità della vita."
Etichette:
comunità,
migrazioni,
Milano,
passeggiate d'autore,
Pluriversi,
quartiere
14/04/11
Zonaisola, Milano: un sito per raccontare un quartiere
Il quartiere Isola si trova nell’area nord di Milano ed è un quartiere storico che affonda le sue radici nei traffici
commerciali tra la Brianza e la città di Milano. E’ stato sempre un
crocevia di relazioni umane ed economiche e tra fine ottocento e
novecento ha iniziato a crescere come sede di attività industriali e
artigianali, e come luogo di residenza di operai e ceti medi, per
effetto della vicinanza delle ferrovie e dei treni merci.
A partire almeno dagli anni 80 il quartiere ha sperimentato un
graduale processo di trasformazione della sua base economica, sociale e
demografica, con l’arrivo di nuovi pubblici e tipologie di residenti.
Oggi ha una struttura socio-economica differenziata: molti uffici, una
forte componente legata alla ristorazione e alla vita serale, una
presenza significativa di artigianato di qualità e associazioni
culturali, un tessuto residenziale misto, con diverse componenti etniche
e sociali al suo interno.
Nel sito di Zonaisola (esperimento collettivo di comunicazione sul quartiere promosso da CityO, esterni e Mediatria), costruito
da persone che nel quartiere vivono o lavorano, trovate info sul quartiere, progetti e racconti. Zonaisola.it raccoglie e pubblica su base quotidiana contributi sul
quartiere, su come l’Isola cambia e dovrebbe cambiare. Grandi trasformazioni
urbane in atto, il nuovo negozio che apre sotto casa, le soluzioni
intelligenti per rendere le strade più pulite e i marciapiedi più liberi
dalle auto: vi troverete di tutto per partecipare o per capire cosa sta accadendo.
"I quartieri sono come un’estensione delle nostre case, dove gli
interessi dei singoli si incontrano con quelli della comunità. Sono
fatti da persone che intrecciano le loro esperienze di
vita e di lavoro; sono il luogo in cui possiamo sperimentare e applicare
soluzioni di mobilità e sostenibilità ambientale; sono lo spazio
migliore per favorire l’integrazione sociale; sono l’ambiente in cui
piccoli e grandi crescono e trascorrono una bella fetta della loro vita e
della loro giornata."
Iscriviti a:
Post (Atom)






