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09/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /4


Un altro elemento che in qualsiasi città attraversi richiama la mia attenzione è il “passaggio di Godzilla” - e qui capisco sia necessaria una spiegazione. Sono sempre colpita quando vedo un edificio in buone condizioni privo di parte del tetto, o con balconi come corrosi, o ancora – come in questo caso – scarnificato di uno spigolo. La mia immaginazione mi fa pensare che sia passato di qui appunto un mostro enorme – un Godzilla o un King Kong – il quale, nella propria furia devastratrice, abbia tirato grossolanamente zampate intorno a sé nel proprio cammino.

Il mio problema è che davvero credo sia andata così – perché nella mia tendenza all'ordine e alla precisione non posso pensare a un totale disinteresse per un restauro almeno conservativo della parte ormai sempre più fragile e potenzialmente friabile dell'edificio in questione.
Ok, la smetto di sognare in tutti i sensi.



07/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /3


Siamo sempre nella zona dell'università, e una serie di quelli che sono visibilmente dei rampolli della Pisa-bene devono aver appena sostenuti esami di laurea. Accompagnati a donne (mamme?, sorelle?, amanti dei padri?) opulentemente appariscenti in tailleur, tacchi a spillo, gioielli d'oro e messe in piega perfette a incorniciate visi al botulino, escono dall'ennesimo palazzo della facoltà suddetta e si incamminano nella mia medesima direzione.

La sottoscritta si prende tempo per mantenere le distanze e poter continuare in pace a perdersi tra suoni, particolari visivi e odori – e nota una piccola scritta che si ripete qui e là sul muro come fosse il decoro d'una tappezzeria: “Fuck Austerity” recita, con tanto di stella e saetta dell'autogestione. Un messaggio che nella mia vita ho superato credo intorno al 12 anni. Sorrido e vado oltre.

05/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /2


Il caldarrostaio sta allestendo il banco: ha appena acceso il fuoco e comincia a versare le castagne, appendendo parimenti i sacchetti per le diverse porzioni e verificando mescoli e palette per rigirarle e raccoglierle. E' un giovane nordafricano, magro e sorridente – e mi dà da pensare il fatto che svolga una professione così 'antica' anche per noi italiani, e senza dubbio distante e inedita, come pensiero, da ciò che poteva essersi immaginato come proprio lavoro futuro prima di emigrare.

D'altronde – al di là della precarietà che qualsiasi attività imprenditoriale reca in sé e ammettendo che si tratti, in questo caso e per questo giovane, di 'libera' professione – è un lavoro regolare e vero, in più con una tradizione anche romantica e un immaginario specifico in Europa: “Come si sentirà (oltre che accaldato) un nordafricano nello svolgerla?” - mi chiedo. Una domanda che credo risenta del ricordo della descrizione dell'emozione nel vedere per la prima volta in vita sua la neve da parte di una mia studentessa marocchina, quando a 18 anni la sua famiglia si ricongiunse col padre emigrato nelle Alpi piemontesi ed ella abbandonò la cittadina natale sempre calda nel sud del suo paese per entrare in Italia in concomitanza con uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni nel nostro Paese.

02/12/11

Histoires d'une flâneuse: Pisa (Italia) /1


Primo segnale positivo: Pisa ha il deposito bagagli in stazione – ergo posso girare tranquilla per le 4 ore che mi separano dal treno per Pontedera dove incontrerò la mia amica. L'addetto, un uomo sulla cinquantina magro e barbuto, è visibilmente scazzato dai clienti che lo distraggono dalla visione dei talk show pomeridiani oggi concentrati sulla notizia della morte di Gheddafi, ma riesce ancora ad avere una parola gentile e di riguardo alla sottoscritta, abbozzando quasi un sorriso mentre si sbriga la pratica. Poi sarò libera di girovagare per Pisa.

Fuori dalla stazione ci dovrebbe essere un ufficio informazioni turistiche eppure non lo trovo. Vorrei una mappa per fare mente locale su dove si sviluppi la città rispetto alla stazione, e cosa ci sia da vedere al di là della tripletta, per cui la città è famosa, di battistero+duomo+torre. E magari capire pure dove si trovi questa. Una palina nel piazzale antistante l'atrio rende comunque già abbastanza l'idea: tutto dritto per un po' e poi a sinistra, e tanto mi basta per infischiarmene di cercare mappe e uffici turistici e decidere che posso anche perdermi serenamente girovagando a caso. Insomma: è Pisa, ha mica l'estensione di Greater London!
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